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Disturbo d’ansia generalizzato

I sintomi primari del Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG) sono l’ansia, la tensione motoria, l’iperattività autonomica e la vigilanza cognitiva. L’ansia viene considerata eccessiva dal soggetto e, spesso, interferisce notevolmente con le attività quotidiane. La tensione motoria si manifesta più comunemente come tremore, agitazione o cefalea mentre l’iperattività autonomica si manifesta tipicamente con tachipnea, eccessiva sudorazione, palpitazioni e vari sintomi gastrointestinali. La vigilanza cognitiva si evidenzia attraverso l’irritabilità del paziente e il perenne stato d’ allerta in cui egli si trova.
Quasi sempre i pazienti con disturbo d’ansia generalizzato cercano aiuto da un medico di famiglia o da un internista a causa dei fastidiosi sintomi somatici. Dal punto di vista cognitivo Il processo di rimuginio è considerato la caratteristica principale del Disturbo d’Ansia Generalizzata. L’ individuo trova notevole difficoltà ad interrompere la catena di pensieri spiacevoli innescata con il rimuginio trovando di conseguenza notevole difficoltà a concentrarsi a riposare e a rilassarsi.

Borkovec, Robinson, Pruzinski e De Pree (1983a) definiscono le rimuginazioni come “catene di pensieri e immagini associate ad emozioni negative e relativamente incontrollabili”. Le persone che soffrono di ansia generalizzata riferiscono di trascorrere lunghi periodi di tempo (da pochi minuti a qualche ora) durante i quali si manifestano ruminazioni mentali di vario contenuto. Il rimuginio viene vissuto come disturbante e relativamente incontrollabile, sebbene le persone spesso riferiscano di riuscire ad interromperlo grazie ad eventi distraenti.
Spesso inoltre i pazienti, dopo aver rimuginato a lungo, si preoccupano per le possibili conseguenze negative di questi pensieri che vengono considerati eccessivi, pericolosi e incontrollabili.

Trattamento dell’Ansia generalizzata

Il trattamento cognitivo-comportamentale del Disturbo d’Ansia Generalizzata prevede inizialmente che venga ricostruita la storia del disturbo così da identificare così da identificare gli eventi scatenanti e precipitanti. In seguito paziente e terapeuta formuleranno lo schema di funzionamento del disturbo a partire dai più recenti episodi di preoccupazione e rimuginio. Il terapeuta fornirà inoltre informazioni utili a comprendere il ruolo delle credenze tipiche e delle preoccupazioni sulla insorgenza e sul mantenimento del disturbo (psicoeducazione) e si cercherà poi di mettere in discussione i pensieri disfunzionali (ad es. i giudizi sulle preoccupazioni).
L’ ultima parte della terapia prevede una esposizione graduale ai pensieri e agli stimoli ansiogeni, con l’ ausilio di tecniche per la gestione dell’ansia.

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