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Ipocondria

Ansia da malattia

Nel DSM-IV-TR, l’ipocondria è classificata come un disturbo somatoforme e non come disturbo d’ansia, tuttavia essa, almeno ad un livello concettuale cognitivo e comportamentale, ha alcune caratteristiche in comune con i disturbi d’ansia, in particolare con il disturbo da attacchi di panico.
La caratteristica principale tipica dell’ipocondria, o ansia connessa con lo stato di salute, è la credenza, basata sull’erronea interpretazione di segni o sintomi fisici, di avere o stare sviluppando una grave malattia, senza che una accurata valutazione medica abbia identificato motivi sufficienti per giustificare tali timori. Il paziente è consapevole che i suoi timori possono essere esagerati e che potrebbe non aver contratto alcuna malattia. (DSM IV, 1994)
Le rassicurazioni mediche non servono a dissipare queste paure ingiustificate se non per brevi periodi; questa ricerca di rassicurazioni può trasformarsi nella tendenza a consultare in continuazione esperti senza averne un effettivo bisogno (doctor shopping).

Esordio

Solitamente nella storia di vita dei pazienti con ipocondria è identificabile un evento scatenante in seguito al quale si sono sviluppate le preoccupazioni legate alla salute. L’evento critico può essere per esempio: morte di una persona cara, rilevazione dei segni fisici prima ignorati, una malattia, informazioni relative a patologie mediche, ecc.

Trattamento dell’ipocondria

Attraverso la terapia cognitivo comportamentale si cerca di promuovere nel paziente il processo di accettazione del rischio di potersi ammalare e la visione di un modello alternativo di sé, in particolare dell’idea di fragilità e debolezza che sta alla base del disturbo.

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