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Disturbi neuropsicologici

La neuropsicologia clinica è una disciplina specializzata nell’individuazione, valutazione e trattamento di pazienti che hanno subito un danno cerebrale o che sono affetti da deterioramento intellettivo.
Lo specialista in neuropsicologia si occupa di:

  • Identificare i deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali determinati da lesioni o disfunzioni cerebrali
  • Valutare i predetti deficit mediante test psicometrici, interviste e questionari; analizzare i risultati quantitativi degli accertamenti mediante tecniche statistiche descrittive ed inferenziali e utilizzando le tecnologie informatiche
  • Organizzare i programmi di riabilitazione dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali e gli interventi atti a favorire il compenso funzionale, mediante l’utilizzazione delle abilità residue
  • Promuovere, realizzare e valutare gli interventi psicoterapeutici e di comunità atti a favorire il recupero del benessere psicosociale (Allegato al D.M. 24.07.2006).
VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

È un luogo privilegiato dove si possono osservare i disturbi della cognizione e del comportamento, dove si incontra la soggettività disturbata e afflitta, a volte gravemente impoverita, dei nostri pazienti e il carico emotivo e comportamentale dei loro caregiver.
La valutazione neuropsicologica ha come obiettivo quello di identificare, descrivere e quantificare i deficit cognitivi (difficoltà a percepire, prestare attenzione, memorizzare, ragionare, comunicare, pianificare, decidere, ecc.) e comportamentali acquisiti dopo una lesione o disfunzione cerebrale (ad esempio, malattia di Alzheimer, ictus cerebrale, trauma cranico, neoplasia) e le ricadute di tipo psicologico, affettivo e relazionale.
L’esame neuropsicologico fornisce una “fotografia” del funzionamento cognitivo di una persona in un dato momento e contribuisce a pianificare un intervento riabilitativo tenendo conto delle abilità cognitive compromesse e delle abilità preservate; permette inoltre di monitorare, attraverso controlli ripetuti, il decorso di alcune patologie degenerative che, per loro natura, evolvono nel tempo.
E’ utile, inoltre, nel corso di patologie psichiatriche (ad esempio, dipendenza da sostanze, disturbi dell’umore, disturbi alimentari) che, in alcuni casi, hanno ricadute significative anche sul funzionamento cognitivo della persona.

FUNZIONI COGNITIVE INDAGATE E LORO COMPONENTI
FUNZIONI COGNITIVE COMPONENTI
Orientamento orientamento personale, spaziale, temporale e familiare
Linguaggio
  • fluenze
  • comprensione
Memoria
  • working memory, memoria a breve termine verbale e visuo-spaziale
  • apprendimento e memoria a lungo termine verbale e visuo-spaziale
  • memoria comportamentale e autobiografica, episodica e prospettica
Funzioni esecutive e ragionamento
  • attenzione selettiva, divisa e sostenuta
  • tempi di reazione al computer
  • ragionamento logico, verbale e non verbale
  • prove frontali verbali e non verbali (flessibilità mentale, controllo, programmazione, etc.)
Prassie

 

  • aprassia ideomotoria
  • aprassia costruttiva
Funzioni visuo-spaziali e percettive
  •  riconoscimento visuo-spazial
  • eminegligenza spaziale unilaterale (neglect)

DISTURBI NEUROPSICOLOGICI

  1. Demenze a carattere sia degenerativo (es. Malattia di Alzheimer, Malattia a Corpi di Lewy) che vascolare
  2. Disturbi isolati di memoria (MCI) in pazienti affetti da demenza degenerativa in fase precoce
  3. Disturbi cognitivi focali conseguenti ad eventi vascolari (es.ictus cerebrali, rottura aneurisma cerebrale)
  4. Disturbi cognitivi in pazienti affetti da Morbo di Parkinson.
  5. Disturbi cognitivi in pazienti affetti da epilessia.
  6. Disturbi cognitivi relativi a pazienti affetti da Sclerosi Multipla
  7. Disturbi cognitivi acquisiti successivi a traumi cranici.
  8. Disturbi cognitivi conseguenti a lesioni neoplastiche cerebrali.
  9. Disturbi cognitivi conseguenti a patologie del sonno, quali ad esempio Sindrome delle Apnee Ostruttive.
  10. Disturbi cognitivi relativi a pazienti affetti da grave patologia psichiatrica (es. dipendenza da sostanze, gravi disturbi dell’umore)

RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA (INDIVIDUALE E DI GRUPPO)

La riabilitazione neuropsicologica ha lo scopo di favorire il recupero delle abilità cognitive compromesse per compensare i deficit e migliorare la qualità della vita del paziente. Si occupa, inoltre, di fornire strumenti e strategie per gestire gli aspetti comportamentali ed emotivi disfunzionali.

Nel corso di malattie neurodegenerative (ad esempio Malattia di Alzheimer, M. di Parkinson) l’obbiettivo è quello di mantenere e stimolare le funzioni cognitive residue per rallentare e tamponare il declino cognitivo.

ATTIVITÀ RIABILITATIVE
FUNZIONI COGNITIVE E
COMPORTAMENTALI DEFICITARIE
ATTIVITA’ RIABILITATIVE
Disturbi del comportamento
(apatia, inerzia e demotivazione)
Stimolazione alla riassunzione di responsabilità nelle attività quotidiane di routine attraverso esercizi di problem solving, programmazione di attività finalizzate attraverso la contrattazione e uso della tecnica del rinforzo su stimoli graditi al paziente.
Disturbi del comportamento
(controllo degli impulsi e sindrome disesecutiva)
Promozione di un maggior controllo dell’impulsività attraverso lo sforzo consapevole di riflettere prima di agire e di fornire spiegazioni esplicite della propria modalità di esecuzione degli esercizi lavorando su:

  • controllo dell’impulsività e delle condotte aggressive,
  • diminuzione del comportamento per prove ed errori,
  • tecnica del rinforzo,
  • consapevolezza e controllo dei processi mentali,
  • pianificazione del comportamento,
  • sistematizzazione del lavoro,
  • flessibilità nell’uso di strategie,
  • disponibilità al loro cambiamento.
Orientamento

Consapevolezza di malattia

Memoria episodica e prospettica

Addestramento all’utilizzo di ausili esterni passivi (adattamento delle condizioni ambientali, es: segnalazioni scritte della collocazione dei propri oggetti personali, delle stanze utilizzate, ecc.) e all’utilizzo di ausili esterni attivi (calendario, agenda, appunti, elenchi delle cose da fare, timer, lavagne, piantine stradali, schede di assunzione farmaci, ecc.).
Linguaggio
(confabulazione, logorrea e disturbi della pragmatica)
  • Interruzione, correzione e verifica sul piano di realtà delle confabulazioni e delle risposte irrazionali ogniqualvolta si presentino nel corso degli esercizi riabilitativi.
  • Esercizi verbali per migliorare l’accesso e la specificità nell’uso del lessico (esercizi di ricerca di sinonimi e contrari, di classificazione, di categorizzazione, di identificazione di intrusi, ecc.).
  • Esercizi per migliorare l’efficacia comunicativa di formulazioni concise (interpretazione di proverbi e modi di dire, attribuzione di titoli a brevi brani, ecc.).
  • Esercizi che migliorano la comprensione pragmatica di comunicazioni ambigue (cogliere assurdità, identificare il significato non letterale di definizioni o figure o storie ambigue).
  • Esercizi di pianificazione del comportamento comunicativo in rapporto alle situazioni e all’interlocutore (fare inferenze in una conversazione, adeguare il linguaggio al contesto, ecc.);
  • Esercizi di contenimento della logorrea (risposte a domande aperte, descrizioni di sequenze operazionali con limiti di tempo e di quantità).
Memoria e apprendimento verbale/ visuospaziale
  • Esercizi basati sulla dicotomia verbale-visuospaziale (analisi e verbalizzazione degli stimoli da memorizzare, associazione “faccia-nome”, “visual imagery”).
  • Esercizi basati sull’organizzazione logica delle informazioni da memorizzare (categorizzazione semantica e fonologica, schematizzazione, nessi logici, metodo “PQRST”).
  • Tecniche di metamemoria: analisi introspettiva di come si memorizza.
  • Organizzazione mentale dei memoranda tramite addestramento all’utilizzo di mnemotecniche (metodo delle iniziali; associazioni di parole; metodo delle storie, immagini assurde ecc.).
Attenzione selettiva
in assenza e/o in presenza di interferenze
Esercizi volti al miglioramento delle capacità di analisi del materiale e allo sviluppo di strategie adeguate per l’utilizzo (identificazione di target visivi o acustici in serie di stimoli verbali o non verbali presentati su carta o schermo computerizzato) in presenza o meno di interferenze o interruzioni.
Attenzione sostenuta
(concentrazione)
Esecuzione di compiti gradualmente più lunghi e complessi senza interruzioni e con il minor numero possibile di errori (es. progressioni numeriche in avanti e a ritroso, elenchi di parole con determinate caratteristiche semantiche o fonologiche, videogiochi computerizzati).
Attenzione divisa Esercizi che richiedono attenzione simultanea a più informazioni (es. videogiochi computerizzati contemporaneamente ad attività mentali come il rispondere a domande o risolvere semplici calcoli) con addestramento al rispetto della priorità di un compito sull’altro.
Funzioni esecutive e ragionamento
  • Pianificazione e soluzione di problemi semplici (analisi delle caratteristiche, inferenze, classificazioni, successioni logiche, sequenze, analogie, differenze) con materiale verbale e visivo.
  • Esercizi verbali di spiegazione e utilizzazione di espressioni astratte (similitudini, metafore, proverbi).
  • Pianificazione e soluzione di problemi funzionali complessi (spiegare gli effetti e le cause di una situazione, oppure il mezzo e il fine di una strategia, risoluzione di problemi pratici applicati alla vita quotidiana).
Funzioni visuo-percettive e prassie (ideomotoria e costruttiva)
  • Migliorare la percezione visuo-spaziale e le abilità di rappresentazione mentale visuo-spaziale.
  • Aumentare la varietà di strategie di analisi della realtà percettiva (analitica e sistematica, sommativa, di confronto e di esclusione).
  • Migliorare l’orientamento visuo-spaziale, usando prima criteri riferiti al soggetto e alla situazione presente e, in secondo luogo, criteri esterni, generalizzabili e universalmente riconoscibili (davanti, dietro, sopra, sotto e punti cardinali).

 

SOSTEGNO PSICOLOGICO (INDIVIDUALE E DI GRUPPO)
  • Al familiare del paziente affetto da deficit cognitivi acquisiti (ad esempio, ictus cerebrale, traumi cranici, neoplasie cerebrali) e malattie neurodegenerative (ad esempio, Malattia di Alzheimer, M. di Parkinson, Sclerosi Multipla), nella fase di accettazione della diagnosi e della prognosi, nel processo di cambiamento del proprio caro e dei ruoli familiari, nell’affrontare le grandi sfide dettate da queste patologie.
  • All’ammalato affetto da deficit cognitivi acquisiti (ad esempio, ictus cerebrale, traumi cranici, neoplasie cerebrali) e malattie neurodegenerative (ad esempio, Malattia di Alzheimer, M. di Parkinson, Sclerosi Multipla): la persona è in molti casi consapevole della propri sintomi cognitivi e motori con importanti ricadute anche sulla salute psicologica in termine di depressione, ansia e paura. Quando il paziente è consapevole e ha sufficienti risorse cognitive, il sostegno può essere utile nell’affrontare il disagio causato dai cambiamenti e il dolore nell’accettare una nuova condizione di vita.
INTERVENTI PSICOEDUCATIVI PER CHI ASSISTE (“CAREGIVER”)

Individuale e di gruppo

Conoscere e comprendere le difficoltà cognitive, comportamentali e relazionali permette di averne una migliore gestione con riduzione dello stress assistenziale: insieme al terapeuta il familiare può individuare strategie di intervento e accudimento più idonee alla condizione, diminuendo l’impatto delle difficoltà sulla quotidianità.

Demenze a carattere sia degenerativo che vascolare in stretta colaborazione con l’ambulatorio neurologico dedicato; LA S.O.C. di Neurologia-Neurofisiopatologia è riconosciuta come Unità di valutazione Alzheimer nell’ambito del progetto Cronos del Ministero della Sanità.

  1. Disturbi isolati di memoria (MCI) in pazienti affetti da demenza degenerativa in fase precoce
  2. Disturbi cognitivi focali conseguenti ad eventi vascolari nei pazienti ricoverati all’interno della Stroke Unit, presente nel nostro reparto, con particolare attenzione alla diagnostica delle afasie.
  3. Disturbi cognitivi in pazienti affetti da Morbo di Parkinson.
  4. Assessment cognitivo pre e post operatorio nell’ambito del trattamento chirurgico dell’epilessia.
  5. Disturbi cognitivi in pazienti affetti da epilessia in trattamento farmacologico
  6. Disturbi cognitivi relativi a pazienti affetti da Sclerosi Multipla
  7. Disturbi cognitivi acquisiti successivi a traumi cranici.
  8. Disturbi cognitivi conseguenti a lesioni neoplastiche cerebrali.
  9. Valutazioni di livello intellettivo in pazienti affetti da patologie neurologiche.
  10. Disturbi cognitivi conseguenti a patologie del sonno, quali ad esempio Sindrome delle Apnee Ostruttive.
  11. Disturbi di personalità correlati

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