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Terapia Metacognitiva Interpersonale

La Terapia Metacognitiva Interpersonale appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive sviluppate negli ultimi vent’anni. E’ nata e si è sviluppata a metà degli anni ’90 per adattare i modelli di terapia cognitiva alla cura dei pazienti con disturbi di personalità.

Idee di base della Terapia Metacognitiva Interpersonale
  1. Alcuni pazienti hanno difficoltà a descrivere il proprio mondo interiore, ad esempio comprendere cosa abbia scatenato un’emozione e in che modo quell’emozione abbia portato a conseguenze negative che la persona non sa padroneggiare. In parallelo queste persone hanno difficoltà a comprendere cosa gli altri pensano e sentono e ad utilizzare tale conoscenza per migliorare la loro vita di relazione e formare legami stabili e cooperativi. L’insieme di queste capacità psicologiche che permettono di comprendere il proprio mondo interno e i pensieri, le emozioni e le motivazioni che spingono gli altri a comportarsi in determinati modi è chiamata metacognizione.
  2. Gli stessi pazienti sono guidati nella vita di relazione da un insieme di aspettative – delle quali molto spesso non sono consapevoli e le mettono in atto in modo automatico – su come gli altri risponderanno ai loro desideri, speranze, piani, bisogni e ambizioni. Tali aspettative sono chiamate “schemi interpersonali”. A causa di queste aspettative le persone o soffrono ancor prima di entrare in relazione con gli altri, oppure compiono azioni che da un lato impediranno loro di realizzare tali desideri, dall’altro non indurranno gli altri a rispondere in modo positivo. Ad esempio persone che desiderano essere stimate e partono dalla convinzione che gli altri li criticheranno se li conosceranno meglio, di riflesso saranno portate a sperimentare facilmente sentimenti come colpa o vergogna.
  3. Alcuni pazienti, una volta sperimentati degli stati interni fonte di dolore, si trovano sprovvisti di strategie per regolarli. Alcuni fanno fatica a calmarsi e restano preda di emozioni intense e difficili da controllare, quali angoscia, colpa, vergogna o rabbia. Altri, al contrario, entrano in stati di spegnimento affettivo, apatia e depressione e non riescono ad uscirne grazie ad esperienze di attività e benessere.
  4. Alcuni pazienti faticano a muoversi nel mondo trainati da una forza interna, da mete sentite come proprie, a capire cosa desiderano e a farsene guidare. Di conseguenza restano facilmente bloccati, passivi e si sentono in balia di forze esterne o privi del senso di avere il controllo sulle proprie azioni.
Gli obiettivi della Terapia Metacognitiva Interpersonale
  1. Migliorare la metacognizione
    la capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali;
    promuovere ed affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire;
    utilizzare la conoscenza sul proprio mondo interno e sul mondo psicologico degli altri per lenire la sofferenza e promuovere modi di relazionarsi con gli altri che permettano di vivere una vita sociale più realizzata, piena di senso e attiva.
  2. Comprendere gli schemi interpersonali che guidano le azioni che a loro volta portano a soffrire e a bloccare la vita sentimentale, affettiva e di relazione in generale.
  3. Comprendere le strategie che la persona adotta per calmare le emozioni negative o superare momenti di passività, chiusura e depressione.
  4. Promuovere il cambiamento una volta aumentata la capacità di capire gli stati mentali, ovvero la metacognizione, e una volta compresi gli schemi interpersonali problematici e le strategie disfunzionali per regolare le emozioni negative, paziente e terapeuta intraprendono una serie di azioni volte a promuovere una nuova qualità di vita.
Procedure di trattamento

Se i pazienti portano all’inizio della terapia emozioni intensamente dolorose e che sentono di non potere controllare, l’obiettivo iniziale è di formulare strategie che aiutino i pazienti a calmarsi e a riprendere, almeno in parte, il senso di poter controllare la propria mente e la propria vita.

Una volta raggiunto questo scopo per tutti i pazienti, in particolare quelli sofferenti di disturbi di personalità, la Terapia Metacognitiva Interpersonale adotta procedure passo-dopo-passo, definite in modo accurato.

Il punto di partenza è l’elicitazione di episodi narrativi autobiografici, sui quali ci si concentra per individuare stati mentali sofferenti da analizzare e comprendere. Gli elementi della storia di vita che sono emersi diventano il luogo in cui esplorare insieme il modo in cui il paziente pensa e sperimenta emozioni e si comporta all’interno delle relazioni interpersonali. Si cerca di capire quali sono le azioni degli altri, gli eventi di vita che attivano tipicamente le reazioni problematiche del paziente.

Una volta ricostruita l’origine di alcuni stati mentali problematici e comprese le motivazioni psicologiche della sofferenza, la Terapia Metacognitiva Interpersonale propone anche una parte di promozione del cambiamento attraverso il potenziamento delle capacità metacognitive, per far sperimentare alla persona un senso di attività, di padronanza di sé, che la vita sia nelle proprie mani e non in balia di forze esterne.

Grazie a questa conoscenza sul funzionamento mentale degli altri, i pazienti sono aiutati a formarsi strategie per regolare le emozioni dolorose che emergono nelle relazioni interpersonali sempre più articolate, variegate ed efficaci.

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