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Bullismo

Definizione:
Il bullismo è un insieme di atteggiamenti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica o psicologica commesse da un soggetto “forte” (bullo) nei confronti di un soggetto percepito come “debole”.

Le caratteristiche essenziali sono:

  • intenzionalità
  • persistenza nel tempo
  • asimmetria di potere.

Il bullismo, quindi, si configura come un comportamento sistematico e ripetuto in una situazione di disuguaglianza di forza e di potere. Il fenomeno riguarda sia i maschi che le femmine, dai 7-8 ai 14-18 anni e si manifesta soprattutto in ambito scolastico.

Tipi di bullismo

Esistono diversi tipi di bullismo solitamente catalogati come:

  • bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi o minacciandola;
  • bullismo psicologico: Il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto;
  • bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci o spinte, o la molesta sessualmente;
  • cyberbullying o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripresa e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarla, minacciarla o darle fastidio.

Descrizione del bullismo

Il bullismo è un fenomeno molto diffuso; si tratta di una forma di oppressione attuata da soggetti più grandi ai danni di quelli più piccoli, in cui un bambino o un adolescente sperimentano, per opera di un compagno prevaricatore, una condizione di sofferenza, emarginazione dal gruppo e svalutazione della propria identità.

Un comportamento “bullistico” può essere definito come un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare altri individui. Il bullismo, nelle sue diverse espressioni (fisica, verbale e indiretta) genera delle conseguenze che condizionano il clima scolastico di chi subisce le vessazioni dei prepotenti (vittime), di chi assiste alle condotte intimidatorie del bullo designato (complici) e di chi osserva semplicemente la messa in atto dei comportamenti bullistici (osservatori).

Sono più i maschi che le femmine ad agire le prepotenze e, nel caso di bullismo al femminile, è più difficile da individuare in quanto le ragazze usano metodi di molestia meno visibili, come la calunnia e la maldicenza. E’ importante considerare che il “bullo”, in realtà, manifesta un disagio attraverso il suo comportamento, che spesso è il risultato di una difficoltà nella sua famiglia d’origine e di traumatizzazione, per esempio assistere a violenza domestica, avere dei modelli di genitori maltrattanti, ecc. In questo senso il suo comportamento è una manifestazione di debolezza, insicurezza e disagio, possiamo quindi vederlo come una richiesta di aiuto indiretta.

Il bullismo può essere una conseguenza di diversi fattori, quali classi o scuole numerose, atteggiamenti competitivi messi in atto dai ragazzi per ottenere la promozione o, ancora, l’aspetto esteriore (alunni grassi, bassi, sgraziati, rossi di capelli, con occhiali hanno maggiore probabilità di diventare vittime del bullismo), ma anche l’atteggiamento degli insegnanti e i rituali della classe che possono incrementare il fenomeno all’interno dell’ambiente scolastico in generale.
Il bullismo può essere considerato alla pari di un evento traumatico, poiché è presente l’elemento della minaccia fisica e psicologica alla persona.

Conseguenze e sintomi

Le vittime di bullismo possono manifestare il proprio malessere in diversi modi. Alcuni ragazzi cercheranno di evitare di andare a scuola per sottrarsi al ruolo di vittima designata dei bulli, lamentando sintomi da stress, mal di stomaco, mal di testa, incubi e attacchi d’ansia. Gli episodi di bullismo possono generare nelle vittime effetti negativi anche sulla concentrazione e sull’apprendimento, o indurre tentativi di allontanamento dalla scuola, paura della scuola e/o di uscire di casa. Talvolta le vittime posso sviluppare fobie specifiche e comportamenti di evitamento. Inoltre, una volta divenute adulte le vittime possono sviluppare disturbi emotivi quali la depressione.

Trattamento

Bullismo e EMDR:
L’EMDR è molto indicato anche nei traumi relazionali e interpersonali come quelli che generano le esperienze di bullismo. L’ EMDR aiuta le vittime a rielaborare l’impatto emotivo degli episodi di bullismo, toglie la parte più traumatica e rafforza la loro autostima. In questo modo possono liberarsi dalle conseguenze psicologiche di questi eventi così stressanti. Alla fine di una terapia breve e mirata con l’EMDR quelli che sono stati vittime di bullismo riescono a vedere in modo più costruttivo queste esperienze e soprattutto possono crescere e sviluppare una personalità più ricca e piena di risorse. E’ possibile lavorare anche con il “bullo”, nel caso in cui si abbia questa possibilità, per fargli rielaborare gli eventi e i modelli che l’hanno portato a sviluppare un comportamento così aggressivo e traumatizzante, ma anche per fargli sviluppare delle modalità alternative di comportamento più funzionali per sé e per gli altri.
Il trattamento con EMDR sui bulli può aiutare a sviluppare empatia e gestione della rabbia e dell’aggressività e dire così definitivamente “Stop al bullismo”.

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